La FLC CGIL ha proclamato un’intera giornata di astensione dal lavoro nei settori scuola, università, ricerca, formazione professionale, AFAM
L’Italia è ai primi posti nel mondo per gender pay gap e per incidenza del lavoro povero e precario; il lavoro di cura è ancora tutto scaricato sulle donne, le professioni che vedono una maggiore presenza femminile sono le più sottopagate.
La deriva autoritaria del governo si traduce nella volontà di controllo sul corpo delle donne e legittima le tante forme di discriminazione e violenza.
Il disegno di legge sulla violenza sessuale che sostituisce il “consenso libero e attuale” con il “dissenso” rivela una chiara scelta politica, riporta il focus della responsabilità su chi subisce la violenza e tutela chi ha abusato, costringendo le donne, nelle aule dei tribunali, a subire una rivittimizzazione costante al solo scopo di essere credute.
La FLC CGIL denuncia inoltre che, a fronte dell’ aumento vertiginoso dei casi di sopraffazione e violenza, che sempre più spesso riguardano giovani e giovanissime/i sia come vittime che come aggressori, il governo continua a negare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
L’irresponsabiliità e l’arretratezza culturale della classe politica che guida il Paese richiedono una reazione decisa, immediata e strutturata.
Lo sciopero è uno strumento di lotta, espressione di un impegno che, per la FLC CGIL, va oltre l’8 e il 9 marzo per farsi azione concreta e quotidiana nei luoghi di lavoro e nella società, nella convinzione che insieme a tutte le donne e a tutti gli uomini nel mondo che credono nella giustizia e nella parità di genere, sia possibile cambiare le cose.
